Nemoli:il paese dell'ospitalità
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Servizio di TG Regione Basilicata sul  Fuoco di Natale  a Nemoli. 
 
Nel corso del 
tg del 4.1.10 il giornalista
 Gigi Gallucci (con immagini di
Lino Giordano) ha parlato della secolare 
tradizione  di Nemoli. Del falò
alimentato sino all'Epifania, sono 
andate in onda immagini della
preparazione della catasta, i suoni delle zampogne 
della famiglia Filardi,
interviste al presidente Giuseppe Lentini e a 
Salvatore Lovoi
 

 

NATALE 2009: FALO' IN PIAZZA A NEMOLI SINO ALL'EPIFANIA

a cura di Salvatore  Lovoi

   

Un falò "lungo" 15 giorni. E' questa la caratteristica del Natale di Nemoli. Il fuoco, al contrario delle consumistiche luminarie - è il simbolo della festa. E se non stupisce per la sua grandezza lo fa per la durata, allestito nella piazza, sui cinque metri di altezza, brucia dalla sera della Vigilia sino all'Epifania.  Di giorno e di notte, il pubblico "focolare", illumina e riscalda il centro sirinico riempendo di magia il periodo. Si tratta di un rito che trova raccolti, intorno a sè, una serie di rituali arcaici. Anche se oggi la raccolta che, una volta, iniziava primi di ottobre è limitata ad una sola giornata, l'evento coinvolge tutta la comunità. Sembra breve il passo compiuto, ma sino all'avvento dei cantieri autostradali (quando giunsero i mezzi meccanici, che si sostituirono alle braccia, e si attinse legna dai cantieri) la sera era un solito ritrovarsi per raccoglierne.  Al grido "Iamm' a zipp" (andiamo a ceppi) si andava per le campagne, a sradicare vecchie piante e portarle in paese tra schiamazzi e gare. I contadini, come racconta lo scrittore Gianni Talamini, lasciavano ai bordi dei campi tronchi e radiche per il fuoco natalizio. Spesso - ma vi era l'intento ludico - qualche ceppo veniva anche rubato. Mentre per facilitare la fiamma si raccoglievano tavole e rami nelle case.

Dagli anni '70 molto è cambiato - complice la televisione e i costumi sociali - il fuoco richiama meno gente per la preparazione ma tanta per la fruizione. Nessuno, infatti, ne disdegna la compagnia e il tepore, ritrovarsi con gli amici per dialogare, giocare a tombola, e tirare a far tardi. Non sono tanto lontani neanche i salti sulle braci, un po' come avviene con la moto nel celebre film di Fellini. In definitiva, un dolce "Amarcord" per la gioia di grandi e piccoli, intriso di ricordi e nostalgia Anche quest'anno, secondo l'usanza, si è dato vita ad un percorso nella memoria, con qualche puntatina al moderno, dal Natale a S. Silvestro all'Epifania.

            
 

La sera della Vigilia, dopo la benedizione - da parte del parroco - e l'accensione si sono sprigionate le melodie dei "Suoni", delle centenarie zampogne della famiglia Filardi. Poi la degustazione delle tipiche "zeppole"e spumante augurale, offerte dalla Pro Loco - presieduta da Giuseppe Lentini - mentre al tintinnio dei campanelli, col cavallo "Obama", un gruppo di Babbi Natale dispensava doni ai bambini, tra una stella filante e un mortaretto. Il tutto mentre al centro dell'agorà una catasta ardente, si consumava su sagrato della Chiesa Madre, prima della Natività. 

Luogo di aggregazione per tutti, anche il fuoco di Nemoli affonda le sue origini nella notte dei tempi. Qui, pare, sorto per attendere il prete che da veniva a celebrare la Messa di Mezzanotte nel casale di Bosco (dal 1834 autonomo da Rivello).  Secondo l'antropologo inglese, J. Frazer, i pagani, nel solstizio invernale, festeggiavano la festa del "sol invictus" (sole mai vinto). I falò accesi (anche a gennaio per S. Antuono, a primavera per S. Giovanni, in estate per S. Giovanni ecc.) sono purificatori. allontanano il maligno, aiutano a far diventare adulto l'astro celeste e la terra a germinare. Non a caso s'usava portarne a casa i resti (come amuleti) e le braci (per scaldarsi, come alla vecchia "barberia").

               

Mentre dalla direzione di fiamme, fumo e scintille, sembra, si possa leggere il futuro del raccolto. Il fatto che i giorni si allungavano, poi, veniva salutato come un evento miracoloso. Ecco perché, con l'avvento del Cristianesimo la festa è stata dedicata al Bambinello "vera luce del mondo". A Nemoli, quindi, fino all'Epifania, che "tutte le feste si porti via" per un viaggio nella tradizione e festeggiare il nuovo anno.
   
 

 

nemus@proloconemoli.com

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