Nemoli:il paese dell'ospitalità
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' C'era una volta Bosco...

Non è una favola. perché Nemoli sino all'800,si chiamava Bosco... la storia parte da lontano.Risalgono al VI-IV sec. a.C. I bronzetti. conservati nel musei provinciali di Potenza e Salerno, che rimandano alla presenza di un santuario di divinità maschile a Calanca Rossa. L'Intero territorio è cosparso di tracce archeologiche di una villa romana e reperti  databili  tra il I sec. aC. e il II  dC Il primo Insediamento sorge a mezza costa, sugli Itinerari della transumanza.

    Sull'antico percorso della via Popilla 'Bosco o Taverne' era luogo di sosta e stazione di posta. detta 'Calessera'. Bene ecclesiastico, si sviluppò Intorno ad una grancla di monaci (conventino-granaio). Nel medio evo appartenne alla badia benedettina di S Filippo di Lauia.in seguito al feudo e poi Università di Rivello. Il casale - e i centri del Noce - accolsero, Intorno al 1200, l'immigrazione di coloni dal Monferrato, di lingua I galloitallca (secondo le Ipotesi del tedesco G. Rholfs).
 

Il borgo si incrementò con la presenza di fabbriche ramiere, ferriere, gualchiere e molitorie, favorite dal Borboni e al passaggio della 'Consolare delle Calabrie: voluta dal francesi. I mille abitanti chiesero ed ottennero, dopo dieci anni di petizioni, l'autonomia comunale ed il cambio del nome in Nemoll (da Nemus Olim:bosco una volta) con decreto del 1° gennaio 1834, di Ferdlnando Il (per differenziarsi da Bosco del Cilento, distrutto nel 1828). Sede di botteghe artigiane, di ramai  e calderai girovaghi. Subi  il  fenomeno migratorio ottocentesco.Le rimesse da Spagna e AmerIca latina. unite all'economia agro-pastorale ed edile, reggono sino agli anni sessanta, quando il boom economico chiama verso il nord Italia Interi nuclei familiari. n settore terziario mitiga il processo proponendo la via dello sviluppo turistico-ambientale. con l'lstituzione del nuovo "Parco Nazionale Appennino Lucano - Vai d’Agri-Lagonegrese".

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